SerinfSwitchLanguage

[Current]
IT
EN

Consigli utili per l’acquisto e la preparazione della semente di patata

Luca Lovatti

Med Seeds SpA

 

La scelta del tubero seme di patata rappresenta un aspetto fondamentale della tecnica colturale di questa solanacea, in quanto può influenzare notevolmente sul risultato economico finale. Inoltre il valore della semente incide per circa un 30% sul costo finale di produzione, pertanto una scelta errata, oppure problemi di ordine sanitario, possono determinare notevoli diminuzioni della redditività oppure possono causare perdite economiche consistenti.

Il primo passo che il produttore deve compiere è quello della scelta della varietà. Esistono diversi fattori che determinano questa scelta, ma generalmente sono collegati con le richieste del primo utilizzatore, cioè di chi ritira la merce. E’ opportuno quindi non avventurarsi su varietà che hanno difficoltà di collocamento. Dall’altra parte, però, se vengono richieste varietà specifiche, è necessario verificare se si adattano alle particolari condizioni pedoclimatiche della zona, se esistono esperienze di coltivazione e quali risultati qualitativi si ottengono.

Una volta scelta la varietà occorre indirizzare la propria attenzione sulla scelta del rivenditore per l’acquisto della semente. Si vuole qui precisare che la commercializzazione della semente di patata è un’attività estremamente specializzata, con risvolti tecnici e logistici complessi. Si consiglia pertanto di affidarsi ad operatori che dimostrano di conoscere bene la materia, già affermati sul territorio, oppure conosciuti nel settore pataticolo. Il problema maggiore che un produttore può incontrare nell’acquisto di patate da seme da operatori improvvisati, è nella scarsa capacità di questi di rispondere di eventuali problemi di ordine sanitario o qualitativo. La produzione della patata da seme è un’attività difficile, con molti problemi, legati alle certificazioni, agli andamenti climatici, alla conservazione del prodotto, alla lavorazione e spedizione. Purtroppo in Italia non esiste una grande ‘cultura’ sulla patata da seme, per cui in genere il seme viene considerato alla stregua di un altro mezzo tecnico. E’ talmente complessa la materia che tutte le contestazioni, sia nelle patate da seme che per quelle da consumo (comprese novelle ed industria), sono disciplinate da un regolamento specifico: il RUCIP. E’ bene informare i produttori che tutte le patate da seme in Italia vengono commercializzate seguendo il RUCIP, essendo i rivenditori a loro volta assoggettati a questo regolamento arbitrale. Questo però non toglie che il rivenditore deve comunque informare il produttore che la merce è soggetta al RUCIP (da qui si vede molte volte se l’operatore è serio) ed il produttore, essendo un consumatore, deve pretendere o richiedere informazioni.

La zona di produzione del seme è collegata generalmente alla scelta della varietà. Esistono varietà ‘libere’, per le quali è scaduto il brevetto di protezione comunitaria, e varietà di ‘monopolio’ che sono affidate, in genere, ad una sola ditta di origine. Per quest’ultime è la ditta sementiera che decide dove produrre il seme, mentre per le varietà ‘libere’ esistono  diverse opportunità di scelta. Per le varietà ‘libere’ è l’importatore (anche se oggi a livello intracomunitario si deve parlare di operatore sementiero) che decide la zona di produzione migliore e con quali ditte sementiere affidarsi. Anche se l’Olanda rappresenta il principale paese di riferimento delle patate da seme, occorre qui ricordare che anche altri paesi producono sementi di qualità per l’ambiente italiano (tra parentesi le regioni più conosciute): Gran Bretagna (Scozia), Francia (Bretagna), Germania (Pomerania), Danimarca e per ultima la Polonia (regioni del Baltico) che sta compiendo notevoli progressi con l’introduzione di sistemi di produzione moderni e controlli di certificazione più efficaci (tab. 1).  In Italia la produzione del seme si è concentrata presso alcune zone più adatte, con una più elevata professionalità, dove la qualità in questi ultimi anni, soprattutto quella di quest’annata, si sta dimostrando interessante: Cooperativa Produttori Sementi di Brunico, COPAG di Lomaso e qualche produttore della Sila.

Una volta scelta la varietà e la zona, si passa alla scelta del calibro. I calibri a disposizione sono compresi in genere nella forbice 28 – 55 mm, con possibilità di ripartirli in diverse misure, in relazione alla tipologia della forma dei tuberi. Per un corretto investimento è importante sapere il numero di tuberi presenti in 100 kg di patate (tab. 2), in questo modo si può sapere il quantitativo esatto da utilizzare per unità di superficie (Quantità seme/ha (kg) = Nr. Tuberi per ha/Nr.tuberi in 100 kg x 100). E’ necessario sapere che il numero di tuberi/kg varia molto non solo in base al calibro, ma anche in relazione alle annate, alle zone di produzione (principalmente tipologia di tessitura) e quindi in relazione al lotto. E’ pertanto utile verificare questo numero in modo da correggere in tempi brevi le quantità acquistate.

Le patate da seme possono essere confezionate in diversi metodi. In Europa, al contrario di quello che si crede, la forma più diffusa è il big bag (da 1000 a 1350 kg). In genere per i mercati del Sud Europa si preferiscono i sacchi di juta da 25 kg (od eventualmente in polybag) perché le aziende sono di più piccola dimensione ed hanno quindi bisogno di quantitativi limitati. E’ opportuno precisare che la confezione in big bag è molto comoda, soprattutto per le aziende agricole di maggiore dimensione, perché permette una completa meccanizzazione delle operazioni di scarico e carico nella piantatrice. Sia per il big bag che per i sacchi di juta si consiglia sempre, nel caso di impossibilità di utilizzare la semente in tempi brevi, di depositare i tuberi seme in cassoni o casse, in modo da limitare le alterazioni tipiche dovute a scarsa areazione. E’ da ricordare, sempre, che le patate da seme non sono delle sementi normali, ma degli organi viventi, che hanno bisogno di ossigeno, per poter compiere tutti i metabolismi che servono alla produzione dei germogli.

 

 

Altro aspetto importante per il produttore è il controllo delle patate da seme al momento dello scarico. Occorre verificare in sequenza: corrispondenza della quantità, chiusura delle confezioni (i big bag sono chiusi con lacci di plastica che riportano il timbro dell’ente di certificazione), corrispondenza del cartellino di certificazione (nonché passaporto delle piante). Di seguito si consiglia di prelevare a caso dalla massa un campione di tuberi, oppure aprire un certo numero di sacchi, in modo da verificare eventualmente anomalie di umidità (nel caso di trasporti non refrigerati la presenza di patate gelate), presenza di marciumi, oppure alterazioni di ordine qualitativo. Le alterazioni cosiddette ‘qualitative’ sono generalmente da riferirsi a presenza di macchie sulla buccia: scabbia comune, scabbia argentea, dartrosi, scorze nere da rizottoniosi. E’ necessario sapere che ogni paese e quindi ogni servizio di certificazione (che per qualche paese è a carattere regionale) pone dei limiti per queste alterazioni, in funzione della classe (classe certificata o A e classe Elite). E’ sempre comunque consigliabile, se non si è sicuri della qualità, richiedere tempestivamente la visita di un tecnico incaricato dal rivenditore o di un tecnico specializzato, in modo da verificare gli estremi per una eventuale contestazione. Il problema maggiore può nascere per le malattie cosiddette ‘evolutive’, che possono essere presenti in forma latente (e quindi non visibili al momento dello scarico), e che quindi si sviluppano dopo la piantagione. Mi riferisco principalmente a Fusariosi (Fusarium spp.), Verticillosi (Verticillium spp.) e marciumi batterici (Erwinia spp.). Queste malattie sono difficili da gestire nella catena della produzione della semente e generalmente dipendono da situazioni climatiche, dalla professionalità del produttore e da altri fattori casuali. Sono quindi delle problematiche molto difficili da controllare, dove la serietà professionale della ditta sementiera e la presenza di un apparato tecnico che ha la possibilità di seguire assiduamente i produttori e la post-vendita, possono fare la differenza. D’altra parte in molti casi è difficile poter distinguere dopo la piantagione se la causa del danno è dovuta alla semente oppure agli eventuali problemi climatici o per esempio di errata sistemazione del terreno. Altro fattore che può influenzare negativamente questo aspetto è l’utilizzo del taglio della semente che può determinare una diffusione su larga scala delle malattie. Nel caso per esempio della Fusariosi, con la presenza dell’1-2% di tuberi infetti, dopo il taglio, si può avere anche una trasmissione per il 30%  della quantità (o più, dipende se il seme è stato sottoposto o no al trattamento antifusariosi). Il marciume si può sviluppare anche velocemente subito dopo il taglio, prima della piantagione, oppure si verifica durante l’emergenza. Nel caso invece di Verticillosi e marciumi batterici, i danni possono anche essere più subdoli, e si possono verificare anche ad uno stadio di crescita più avanzato. Si ricorda quindi che il taglio della semente è di per sé un’operazione che limita fortemente le possibilità di contestazione. L’unica cosa che si può consigliare al produttore che deve obbligatoriamente sottoporre al taglio la semente è quella di verificare immediatamente su un campione di tuberi, aprendo quindi a caso qualche sacco, la reazione di questi al taglio, ponendoli in condizioni di temperatura (20°) e di umidità elevate per diversi giorni, finchè non si è creata la cicatrizzazione completa della polpa.

Voglio comunque ribadire il concetto che purtroppo la produzione della semente è un’attività fortemente condizionata dagli elementi climatici e umani, pertanto qualche disgrazia è sempre possibile che capiti. E’ nella logica del rivenditore affidarsi ai produttori od alle ditte sementiere che dimostrano la più elevata professionalità, in modo da ridurre al massimo l’errore umano.

Una volta che si è verificato che tutto è a posto, è necessario preparare la semente per la piantagione. L’obiettivo è quello di ottenere dei tuberi seme che abbiano comunque superato la dormienza naturale ed eventualmente lo stato fisiologico di dominanza apicale (per le semine a tubero intero). Ogni varietà presenta un diverso comportamento. Per esempio la varietà Agata ha una dormienza molto corta e veloce, tanto da essere sensibile al fenomeno della tuberomania (i tuberi non producono un germoglio utile alla formazione di una pianta). Quindi per questa varietà il momento ideale per la semina è quando sono presenti gli abbozzi dei germogli (stadio cosiddette ‘punte bianche’). Mentre varietà a lunga dormienza, come Imola o Cicero, hanno bisogno di un periodo di pregermogliazione importante. Quindi per queste varietà si consiglia di fare arrivare i tuberi seme per tempo, in modo da sottoporli ad un aumento di temperatura. E’ sempre comunque importante toglierli dalle confezioni originali.

Per tutte le varietà se arrivano con gli occhi ancora chiusi conviene conservarli a +3-5°C. Se occorre seminarli in tempi brevi portare la temperatura a + 10-15 °C e non superare queste, condizionare i

tuberi a temperatura ambiente almeno 3-4 gg prima della semina. La conservazione a +10-15 °C si può effettuare al buio se non sono presenti i germogli, altrimenti è consigliabile effettuarla a luce diffusa (se si hanno i locali adatti). L’obiettivo è quello di ottenere un germoglio forte e resistente alla piantagione. La luce e quindi l’inverdimento dei tuberi è un forte alleato per la lotta contro alcuni marciumi dei tuberi (es. Fusariosi), perché alcuni composti che si formano durante il processo (solanina e acido clorogenico) sono degli ottimi composti naturali antifungini. Infatti, questa operazione è fortemente consigliata per i produttori in biologico che non hanno alternative chimiche per la concia dei tuberi seme. Il degermogliamento (togliere i germogli dominanti) è una operazione non utilizzabile per la varietà Agata. E’ possibile effettuarla per altre varietà (come Vivaldi o Primura) ma solo se si è sviluppato un solo germoglio. E’ da considerare un’operazione di soccorso. E’ assolutamente sconsigliato piantare i tuberi direttamente dall’uscita del frigorifero, occorrono almeno 3-4 giorni a temperatura dell’ambiente dove verranno seminati.

Con questa breve nota si è voluto dare solo qualche consiglio di carattere pratico. La materia è abbastanza complessa, il prodotto è sufficientemente difficile, quindi, cari produttori, affidatevi quindi sempre al vostro rivenditore o tecnico di fiducia e pretendete informazioni (sono dovute, siete dei consumatori). Buona piantagione.  

Innovazione
Tecnologica

Leggi tutto >

Le nostre
varietà

Leggi tutto >

Accordi e
contratto di filiera

Leggi tutto >

Foto

Text/HTML

INNOVAPATATA

AREA RISERVATA

Tel. +39.366.5325669

E-mail: info@innovapatata.com

Login

Footer Notes

InnovaPatata | 2013